La nostra passione è quella di andare
nel profondo dei territori. Lo facciamo con le
nostre guide, lo
facciamo con gli itinerari Fiat, e anche con i
focus che da diversi anni escono sul periodico
Papillon.
In questa sezione le nostre principali tappe.
FOCUS PAPILLON
Basilicata
Terra di sapori tra Val d'Agri e Val Camastra
Un territorio nascosto, quasi impalpabile, che tra i suoi terreni scoscesi, strade tortuose e paesi arroccati conserva preziosi tesori di storia e gusto. Compiere un viaggio nelle due valli del fiume Agri e del Camastra, significa addentrarsi nel cuore di questa regione, tra piccoli borghi e spazi di natura incontaminata a sud di Potenza.
Lo confesso: sono innamorato di queste zone. Lo sono dopo aver passato una breve vacanza in Basilicata in visita ai tesori artistici e storici che convivono con una natura ancora selvaggia e coi frutti e saperi dell’arte casearia e norcina. Quando si arriva qui è impossibile non venire colpiti dai paesi cartolina, con le loro belle piazze, le strade lastricate di porfido, i luoghi di incontro. Si sale fino ai mille metri di Pietrapanna dove la neve invita a mettere gli sci e dove d’estate ci si rinfranca dal caldo. La presenza di eni qui è tangibile, integrata con l’ambiente, la popolazione, le tradizioni e le risorse del territorio. Durante un convegno organizzato per eni dal sociologo Aldo Bonomi, che ha coinvolto i comuni dell’area, ho raccolto intorno entusiasmo, a cominciare dai paesi in festa che con orgoglio mostravano i loro piatti locali, ricchi dei sapori di queste materie prime eccezionali. La punta credo sia rappresentata dal mitico Canestrato di Moliterno, ma eccezionali sono anche il Caciocavallo Podolico e la carne di questi bovini allevati allo stato brado. Detto ciò, credo che queste zone siano terreno fertile perché attecchisca il turismo. Io ne sono conquistato, ma credo lo possa essere ciascuno di voi, se ha conservato la curiosità di andare a vedere come resistono le comunità degli uomini, oggi, aggregati attorno alla storia dei loro paesi.

VAL CAMASTRA, LE DOLOMITI LUCANE
La Val Camastra prende il nome dal torrente Camastra che va a formare la diga omonima. È una zona tutta da scoprire, in cui ancora sono possibili sorprese per chi cerca l’autenticità, nei sapori come nei paesaggi. Per esplorare questa magica valle il punto di partenza ideale è Pignola da cui, attraversando il Parco della Grancia e il bosco di Rifreddo, si giunge ad Anzi, città di origine romana, come testimoniato da importanti scavi archeologici. Attraversando paesaggi incontaminati come la riserva Bosco dell’Abetina, si scopre prima il bel Castello di Laurenzana, da cui si domina la valle, e poi Calvello, celebre per la tradizione della ceramica risalente addirittura al Medioevo. Qui, ancora oggi, gli artigiani nelle loro botteghe foggiano, cuociono e smaltano l’argilla naturale, cosicché i colori minerali prendono forma in anfore, vasi e piatti: un vero e proprio patrimonio dell’artigianato locale. Altra risorsa del luogo sono le mucche Podoliche, allevate allo stato brado (da qui il nome) il cui latte viene lavorato per ottenere l’eccellente Caciocavallo Podolico, principe dei latticini lucani. Questi formaggi, insieme ad altre specialità casearie come il pecorino, le scamorze e il cacioricotta, sono tipici anche della vicina Abriola, paese celebre per San Valentino, il suo patrono, che qui si fermò e secondo la leggenda salvò gli abitanti da una grave carestia.
LE TERRE DELLA VAL D’AGRI, TRA STORIA, VINI E FORMAGGI
Il viaggio nella Val d’Agri inizia, invece, salendo verso il Monte Volturino, un vulcano spento che con i suoi 1.835 metri d’altezza costituisce il punto più elevato dell’Appennino Lucano. In questa direzione troviamo Marsicovetere, incantevole borgata un tempo famosa per l’arte dell’intaglio e la tradizione del legno. Da qui ci si sposta nella frazione Villa d’Agri, sede di importanti cantine, posta alle pendici del Volturino. L’arte della lavorazione del legno si esprime nella musica a Viggiano, terra di grandi costruttori d’arpe e meta di pellegrinaggi al Santuario della Madonna Nera, patrona della Basilicata, alla quale viene dedicata una partecipata processione la prima domenica di settembre. Marsico Nuovo merita invece una visita per il suo centro storico che conserva testimonianze importanti dell’arte ecclesiastica del Duecento, mentre Grumento Nova e Moliterno sono tappe ineludibili per gli amanti della buona tavola visto che qui si produce l’antico e pregiato Canestrato, tipico formaggio locale. La vicina Sarconi è un altro importante centro produttivo al punto di dare il proprio nome a una pregiata varietà di fagioli, così come Senise, a sud della Val d’Agri nella Valle del Sinni, si lega alla produzione di peperoni “cruschi” che qui vengono cucinati fritti.
LE RICCHEZZE DELLA CUCINA
Territorio particolarmente ricco di prodotti enogastronomici, la cucina della Val Camastra e della Val d’Agri ha la sua punta di diamante nei primi piatti, costituiti per lo più da pasta fresca lavorata a mano come le “manate” di Calvello o i “ferretti” al ragù di Laurenzana e Anzi, così chiamati perché la pasta viene arrotolata intorno a un piccolo ferro. Di solito vengono accompagnati con le verdure, i funghi in stagione o il tartufo, di cui è ricca Marsicotevere, che lega il suo nome anche al prosciutto crudo. Con i fagioli di Sarconi si preparano diverse zuppe, spesso arricchite dalle numerose erbe spontanee primaverili. Tra i secondi dominano le carni di maiale, di Podolica e degli agnelli merinizzati. Piatto tradizionale delle festività pasquali è invece il capretto, cotto in forno a fuoco lentissimo, insaporito con patate e pancetta e bagnato col vino della zona.
IL VINO DELL’ALTA VAL D’AGRI
L’altitudine a cui sono posti i vigneti (dai 600 ai 700 m slm) riesce a mitigare il caldo di queste colline meridionali e assolate, creando così un ideale microclima che assicura fortissime escursioni termiche già nel mese di agosto e fino alla loro completa maturazione, tra la metà e la fine di ottobre.
Grazie a questa situazione favorevole e alla composizione dei terreni, ricchi di sabbia e argilla, i vini prodotti in Val d’Agri, a Denominazione di Origine Controllata dal 2003, si distinguono soprattutto per quanto riguarda le coltivazioni biologiche. Per l’uvaggio sono stati scelti i vitigni Merlot al 50% e Cabernet Sauvignon al 30%, lasciando la possibilità di personalizzare il vino con un 20% di altre varietà autoctone. Il “Rosato” dello stesso vino ha una percentuale di uva bianca detta Malvasia di Basilicata.
UN UNIVERSO CASEARIO
Pastorizia e allevamento sono radicati nella cultura di queste due valli dove si sono affermati alcuni formaggi tra i più apprezzati dell’intera Penisola, come il Canestrato di Moliterno e il Caciocavallo Podolico. Il Canestrato è un formaggio prodotto soprattutto tra aprile e settembre con latte di pecora e capra, allevate in prevalenza a pascolo brado. A rendere unico questo formaggio è la sua lavorazione. La pressatura della cagliata è eseguita a mano all’interno dei canestri, localmente chiamati fuscelle, fino a compattarla. Dopo circa un mese dalla messa in forma inizia la stagionatura che si protrae per circa due mesi, durante i quali è consentito trattare il formaggio solo con olio d’oliva e con acqua di fuliggine. Si ottiene così un formaggio a pasta dura uniforme, di colore giallo più o meno intenso, che al palato risulta dolce e delicato a inizio stagionatura per poi evolversi verso un sapore più accentuato e piccante. Il Caciocavallo Podolico, che si trova anche in altre zone del sud Italia, è prodotto da latte di mucca Podolica di qualità eccellente e ricco di grassi e proteine. Il suo nome fornisce già alcuni indizi sulla lavorazione: durante la stagionatura le forme vengono appese, legate a coppia, a cavallo di un sostegno, per un periodo di tempo che può variare dai sei mesi ai due anni per i campioni più saporiti. Di forma ovoidale, con appendice strozzata chiusa all’apice, ha una crosta sottile, liscia, di colore bianco alabastro, mentre la pasta è friabile o scagliosa a seconda della stagionatura. Il sapore è dolce per le forme più giovani, mentre acquisisce il piccante con il trascorrere del tempo. Altri importanti formaggi sono la scamorza, a pasta filata, dal sapore gradevole, più deciso degli altri campioni prodotti nel sud Italia e il cacioricotta, prodotto con latte di capra, dal sapore tendente al piccante e gradevolmente acidulo.
FAGIOLI E PEPERONI
Coltivati nel fondovalle, in terreni alluvionali, permeabili per costituzione e poco calcarei, i fagioli di Sarconi sono diffusi in alcuni ecotipi derivanti in prevalenza dalle varietà borlotto nano e cannellino. Tra le caratteristiche principali spiccano la tenerezza, la digeribilità, la rapidità nella cottura, evidente soprattutto per quanto riguarda il prodotto secco, e la particolare sapidità, conferita dalla qualità dei terreni e delle acque ricche di sali minerali. Anche il peperone di Senise rappresenta un pregiato ecotipo locale, di colore verde o rosso e di sapore dolce. È ottimo mangiato fritto oppure può essere essiccato per essere ridotto in polvere utilizzata come condimento dei primi piatti, di salumi e formaggi. I boschi della zona, soprattutto intorno a Marsicovetere sono una preziosa risorsa per l’apicoltura. Sono inoltre ricchi di funghi e tartufi, mentre il borgo di Tramutola è noto per le castagne. In tutta la Val d’Agri è poi diffusa la coltivazione di mele, mentre nella zona di Montemurro alcuni frantoi secolari testimoniano una cultura dell’olio che oggi continua nell’extravergine di oliva.

i luoghi del gusto selezionati da Papillon
DOVE ACQUISTARE...
ABRIOLA (PZ)
• Caseificio Pessolani
contrada Visciglietta - tel. e fax 0971923021
Acquistabili in azienda il ricercatissimo Caciocavallo Podolico, la mozzarella, il treccione, l’antica manteca della transumanza, la scamorza e la ricotta.
• I Sapori del Parco - Vincenzo Videtta
contrada Parco - tel. 0971923509 - 3486930985 • e-mail: videtta.vincenzo@libero.it
Formaggi di capra freschi e stagionati tra cui ricotta, robiola, giuncata, caciottine, pecorino stagionato e, soprattutto, il Canestrato.
ANZI (PZ)
• Apicoltura Cilibrizzi
contrada Avellana - Valliconi - tel. 3497588232
Formaggi ovini e caprini e miele (millefiori di montagna, di sulla e la melata).
AVIGLIANO (PZ)
• L’Antico Forno
via Forno ai Giardini, 4 - tel. 0971700536
Prodotti da forno tra cui Fuquazza (classica o al pepe), Paneggie (grosse pagnotte dal peso di un chilo) e Pesciolino (un tipo di focaccia a forma di pesce).
• Avigliano Biscotti
viale Aldo Moro, 3 - tel. 097182587
Biscotti tradizionali, crostate di frutta e pasticceria mignon.
CALVELLO (PZ)
• Panetteria Pasticceria del Corso F.lli Postiglione
corso Vittorio Emanuele, 38 - tel. 0971921034
Prodotti a base di castagna: pane, pastatelle e l’originale panettone. Tra i salati, il Rustico (in dialetto Pizz’atl) con uova, formaggio fresco, pecorino e salsiccia.
CASTELMEZZANO (PZ)
• Forno Trivigno
via Santa Croce, 45 - tel. 3281697306
Pane di grano duro lievitato naturalmente e cotto nel forno a legna.
FILIANO (PZ)
• Caseificio Piano della Spina
contrada Piano della Spina - tel. 0971808500
Caciocavallo Podolico, pecorino, provola, scamorza, ricotta e cacioricotta caprino.
LAURENZANA (PZ)
• Pasticceria Lauria Donato
via Contrada Braida SS92 - tel. 0971961166 - 3386352819
Bignè, cannoli a sfoglia e tarallini al peperoncino. A Pasqua uova decorate a mano.
MARSICOVETERE (PZ)
• Enos Wine bar
loc. Villa d’Agri - via Eugenio Azimonti, 30 - tel. 3336112575
Vini locali e nazionali, distillati, salumi e formaggi selezionati.
• Macelleria Giocoli
via Pagano, 3 - tel. 0975352074
Prosciutto di Marsicovetere, tagli di carne equina di allevamenti del territorio e piatti pronti.
MOLITERNO (PZ)
• Azienda Biologica Santoro
contrada Fiumara - via Aldo Moro - tel. 097567035
Latte e latticini di qualità, tra cui il Canestrato, il Casieddu, caprino molto aromatico poiché il latte viene filtrato con foglie di felce e aromatizzato con la nepita, la ricotta - anche “tosta” (ovvero stagionata) - e la toma di pecora.
• Mastrangelo Nicola
contrada Arsiene, 4 tel. 097564262 - 3398544919
Pecorino Canestrato di Moliterno, la ricotta stagionata e il Caciocavallo Podolico.
PIETRAGALLA (PZ)
• Salumificio Polaris
contrada San Nicola - tel. e fax 0971685002
Carni e salumi (salsicce, capocolli, ventresca farcita, salame da spalmare, prosciutti e filetto) di cinghiale.
SARCONI (PZ)
• Azienda Agricola Belisario
contrada Vallicarossa, 14 - tel. 097566280 - 3393154052
Venti varietà di fagioli di Sarconi tra cui Cannellino rosso, Tabacchino, Panzaredda, Riso o Tondino bianco, Tuvagliedda rossa, Ciuoto, Munachedda...
• Azienda Agricola Per Boschi e Contrade
contrada Cava, 6 - tel. e fax 097566448
Diverse varietà di fagioli e Fasoldò, una crema ottenuta dalla cottura a vapore di fagioli e zucchero biologico (anche ai gusti di mandorle e nocciole), confetture extra e salse agrodolci di frutta, legumi, cereali e miele.
• Azienda Agrituristica Fagiolo d’Oro
contrada Cava - tel. 097566400
Venti ecotipi diversi di fagioli, fra cui il Fagiolo della Regina, i variopinti Tovagliella rosso e nero, il cannellino, il Fagiolo giallo rampicante e il Riso bianco.
VIGGIANO (PZ)
• Macelleria Petti
corso Vittorio Emanuele, 35 - tel. 097561849
Da maggio a ottobre, carne di vitello di razza Podolica allevato allo stato brado.
... E DOVE MANGIARE/DORMIRE
AVIGLIANO (PZ)
• Pietra del Sale
fraz. Possidente - tel. 097187063
Storica trattoria dove si gustano i sapori semplici della cucina lucana. Piatti realizzati con materie prime di produzione propria o locale: antipasto lucano, cavatelli rucola e cacioricotta, agnello alla brace con patate fritte e, in chiusura, taralli aviglianesi.
BARILE (PZ)
• Locanda del Palazzo
piazza Caracciolo, 7 - tel. 0972771051
In un palazzo d’epoca nel centro storico di Barile il locale, dotato anche di camere per il pernottamento, vanta una delle migliori cantine della regione. A tavola, ravioli di ricotta al profumo di cannella con mentuccia, pesce, capretto al forno con verdure di campo, agnello in guazzetto di pomodoro e peperoncino.
CALVELLO (PZ)
• Pietrapanna
contrada Potentissima - tel. 0971920900
Nel cuore del parco dell’Appennino Lucano, un indirizzo da tenere a mente per dormire è quello dell’accogliente Pietra Panna.
CASTELMEZZANO (PZ)
• Becco della Civetta
vico Primo Maglietta, 7 - tel. 0971986249
Storico locale che si contraddistingue per la sua cucina tipica basata sui prodotti del territorio: salumi, latticini e verdure fritte; cavatelli con salsiccia, funghi e finocchietto selvatico; l’agnello delle Dolomiti Lucane con patate arraganate; carni podoliche e formaggi locali.
MARSICOVETERE (PZ)
• Senso Unico
loc. Villa d’Agri - via Torino, 16 - tel. 0975314164
Ristorante alfiere della tradizione lucane: pecorino di Moliterno e prosciutto di Marsicovetere, strascinati con pancetta e peperoni cruschi, cavatellucci con i fagioli di Sarconi, agnello alla brace, torta ai frutti di bosco.
POTENZA
• Antica Osteria Marconi
viale Marconi, 233/235 - tel. 097156900
Proposte di mare e di terra si alternano seguendo le ricette della tradizione: tortino di patate e alici, cavatelli con ceci e pescatrice, costolettine di capretto in crosta di mollica e olive con sformatino di cicoria.
VIGGIANO (PZ)
• Agriturismo San Michele
contrada San Michele - tel. 097561235 - 3356680805
Agriturismo con posti letto e agricampeggio, dove assaggiare ferricelli al ragù di castrato, salsiccia viggianese con fagioli di Sarconi e grigliata mista del pastore.
La presenza eni in Basilicata
Impresa integrata nell’energia, eni è presente in circa 70 paesi con 79.000 dipendenti. Opera nelle attività del petrolio e del gas naturale, della generazione e commercializzazione di energia elettrica, della petrolchimica e dell’ingegneria e costruzioni. Ogni azione di eni è caratterizzata dal forte impegno per lo sviluppo sostenibile: valorizzare le persone, contribuire allo sviluppo e al benessere delle comunità nelle quali opera, rispettare l’ambiente, investire nell’innovazione, perseguire l’efficienza energetica e mitigare i rischi del cambiamento climatico.
I passi della cooperazione
Dieci anni dopo la scoperta del giacimento di Monte Alpi in Val d’Agri, eni firma nel 1998 il primo accordo teso a promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio fra una Società Petrolifera e una regione italiana. All’interno dell’accordo sono previste iniziative legate alla salvaguardia dell’ambiente, alla formazione e allo sviluppo attraverso l’innovazione e la ricerca. Recentemente eni ha trasferito in Val d’Agri il centro direttivo delle sue attività di esplorazione e produzione dell’Italia Meridionale, favorendo lo sviluppo di imprese dell’indotto ad alta specializzazione con importanti ricadute economiche e occupazionali. Nel 2008 le persone impiegate dal Distretto Meridionale della Società a Viggiano sono state 190, mentre circa 1.500 sono state coinvolte nell’indotto diretto generato dalle operazioni, di cui oltre la metà lucane. A Viggiano è inoltre presente una sede di FEEM (Fondazione Eni Enrico Mattei), centro di eccellenza che crea opportunità e sinergie sul territorio lucano, diffondendo conoscenza attraverso la realizzazione di attività di ricerca e di alta formazione di concerto con le altre istituzioni, in particolare con l’Università di Basilicata. La Fondazione ha avviato progetti rivolti alla promozione dell’efficienza energetica, allo sviluppo di fonti rinnovabili e allo studio della filiera del turismo sostenibile. FEEM supporta da due anni i Comuni della Val Camastra nella redazione di un documento di rendicontazione e di programmazione condivisa: il bilancio sociale di valle.
L’impegno attuale
In Basilicata, eni partecipa attivamente alla creazione di percorsi di sviluppo autonomo e sostenibile. In collaborazione con l’Università della Basilicata, è stato realizzato lo studio “AgroBioDiversity” per valutare lo stato della biodiversità in Val d’Agri e il potenziale impatto delle attività petrolifere e antropiche. Inoltre sono state identificate misure appropriate di mitigazione e di ripristino ambientale.
Per favorire lo sviluppo di un sistema territoriale integrato e sostenibile sono state individuate tre macro filiere di sviluppo.
La filiera del sociale intende promuovere un sistema di welfare territoriale equo ed efficiente attraverso la realizzazione di servizi socio-assistenziali integrati e la garanzia di un’offerta scolastica e formativa completa. Si ricorda il Progetto Internazionale Schoolnet, promosso da eni e finalizzato a promuovere la conoscenza del territorio e a rafforzare il dialogo tra gli istituti scolastici. Le scuole secondarie di primo grado coinvolte sono situate in Val d’Agri, Val Camastra e Val Basento e in altri territori in cui la Società opera come Norvegia, Australia, Stati Uniti, Timor Est, Angola, Indonesia e Pakistan.
La filiera del turismo propone un sistema turistico integrato attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico. Sono state organizzate manifestazioni culturali, pubblicate brochure che diffondono, anche a livello nazionale, la conoscenza delle attrazioni culturali ed enogastronomiche del territorio. In particolare è stato realizzato un percorso didattico e naturalistico denominato “Le tre Madonne” fra i santuari di Viggiano, Calvello e Abriola. Lungo il percorso sarà attivo il centro didattico “Energia e Territorio”. E poi ancora l’organizzazione, da parte di FEEM, di una Learning Week residenziale in Val Camastra, con il contributo della Regione Lombardia. Tale progetto didattico si rivolge alle scuole secondarie superiori e offre agli studenti la possibilità di comprendere i meccanismi che stanno dietro alla progettazione e alla pianificazione di un parco tematico.
La filiera dell’energia promuove un utilizzo razionale e sostenibile dell’energia. La Regione Basilicata si propone di raggiungere il 25% del consumo energetico interno lordo prodotto da fonti rinnovabili entro il 2012, conciliando fabbisogno energetico e sviluppo sostenibile e favorendo un processo di sviluppo economico, occupazionale e culturale dell’area.
L’investimento in queste filiere strategiche è finalizzato a creare opportunità di inserimento lavorativo e sviluppare competenze professionali qualificate, in un’ottica di promozione e valorizzazione delle risorse naturali, ambientali e socio-culturali presenti sul territorio.