La nostra passione è quella di andare
nel profondo dei territori. Lo facciamo con le
nostre guide, lo
facciamo con gli itinerari Fiat, e anche con i
focus che da diversi anni escono sul periodico
Papillon.
In questa sezione le nostre principali tappe.
FOCUS PAPILLON
Valcamonica
la più vasta delle valli bresciane
La provincia di Brescia è un territorio molto vasto e variegato che può soddisfare molti gusti.. Un luogo di particolare fascino, per la sua conformazione geografica e per le sue caratteristiche, alcune uniche, è la Valle Camonica, la più vasta delleValli bresciane. Chi la conosce per la prima volta rimarrà affascinato dalla sua natura, dalle creste e dalle cime appuntite delle sue montagne, dai tanti percorsi ciclabili o sentieri per appassionati che conducono a passi alpini dove sapienti “rifugisti” offrono un’accoglienza e un’ospitalità che rimane nel cuore. I due parchi naturali dell’Adamello e dello Stelvio regalano l’emozione di incontrare animali tipici dell’ambiente montano e di conoscere la flora meravigliosa che riempie di colore le vallate camune. Meta famosa fra gli sciatori, la Valle Camonica permette agli appassionati di praticare il proprio sport preferito in tutta tranquillità e con le più moderne tecnologie nelle tre importanti stazioni sciistiche di Temù - Ponte di Legno - Tonale, Montecampione e Borno o in altri piccoli e graziosi borghi montani. La Valle Camonica è davvero ricca di angoli particolari, tutti da scoprire. Luoghi da non perdere sono sicuramente i parchi delle incisioni rupestri, prezioso patrimonio tutelato dall’Unesco che ha in Capo di Ponte il suo fulcro. La civiltà romana ha lasciato splendide testimonianze a Cividate Camuno. Pievi, santuari e castelli disegnano splendidi itinerari lungo un percorso nella storia e nell’arte. Con la famiglia o con gli amici, le località turistiche della Valle sanno accontentare davvero tutti i gusti. E, a proposito di gusto, certo non posso tralasciare di ingolosire i lettori proponendo loro di abbinare al soggiorno la degustazione dei piatti tradizionali preparati da ottimi professionisti della cucina! Per rimettersi in forma... nulla di meglio di una bella giornata in un centro benessere alle Terme di Angolo e di Darfo Boario...
Sfogliando queste pagine potrete entrare più nel dettaglio, scoprire tante curiosità e fare un viaggio virtuale in questo angolo di provincia bresciana, ma mi fa piacere estendere a tutti i lettori un caloroso invito a venire in Valle Camonica per apprezzare di persona l’ospitalità camuna.
Riccardo Minini, Assessore al Turismo Provincia di Brescia

La Valcamonica, la più vasta delle valli bresciane, si estende dal lago d’Iseo fino al passo del Tonale in un corso scavato dai ghiacciai in epoche remote. In alcuni tratti è ampia e verdeggiante, in altri racchiusa tra ripide pareti rocciose. Questa valle è nota soprattutto come la valle delle incisioni in quanto offre la più alta concentrazione di incisioni rupestri d’Europa, tutelate dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.
Sono incisioni che raccontano la storia dei suoi primi abitanti, i Camuni, delle migrazioni, degli insediamenti, attraverso disegni, simboli magici, scene di caccia, mappe, rivelando una continuità nell’arte incisoria e una unità nel processo evolutivo europeo.
Si tratta di oltre 140mila figurazioni incise per un arco temporale di oltre 8mila anni (dall’Epipaleolitico fino all’età storica romana e medievale), un patrimonio che, nella maggior parte, è concentrato nel Parco nazionale di Naquane (comune di Capo di Ponte) ma che si estende in diversi siti sparsi per tutta la valle; si tratta comunque solo di una parte delle figure esistenti, in quanto campagne di rilevazione si svolgono ancora ogni anno portando alla luce nuove pietre. Una figura ricorrente tra le incisioni rupestri è la rosa camuna che è divenuta il simbolo della Regione Lombardia.
I Camuni
Le tracce di insediamenti umani e le incisioni rupestri rivelano come questa valle sia stata abitata già dall’8000 a.C. da un popolo che sviluppò una cultura autoctona definitivamente scomparsa. Si parla di periodo proto-Camuno (dall’8000 al 5500 a.C.) caratterizzato da incisioni di animali e scene di caccia; un periodo Camuno (dal 5500 alla conquista romana) suddiviso in quattro fasi identificabili da precise evoluzioni nell’arte figurativa incisoria. Le incisioni rappresentano le uniche fonti per conoscere questa cultura che è ancora per molti versi misteriosa. Sappiamo comunque che si intrecciò con altre culture soprattutto quella Celtica. In alcuni testi di autori classici latini troviamo il termine Camunni per indicare quelle gentes Alpinae sconfitte dai Romani allorquando l’area venne conquistata da Augusto diventando Provincia Romana.

tradizioni e percorsi artistico-culturali
La Valcamonica vanta un patrimonio artistico-culturale ricchissimo, testimonianza delle antiche civiltà che vi hanno abitato: ogni paese, ogni frazione vale la pena di essere visitato per scoprire i gioielli che nasconde. Qui vi proponiamo solo alcuni spunti. L’antica tradizione camuna della lavorazione del legno, che continua tuttora, ci ha consegnato, nel corso dei secoli, un patrimonio fatto di altari, cantorie, statue.
Diverse famiglie hanno legato, per generazioni, i loro nomi all’arte dell’intaglio e della scultura lignea (XV-XVIII secolo): Ramus di Edolo, Beniamino Simoni, Andrea Fantoni. Le testimonianze più importanti si trovano in alta valle a Edolo, Monno, Incudine, Stadolina, Canè, Ponte di Legno e Precasaglio, ma anche nei paesini più sperduti è possibile imbattersi in statue dorate, altari riccamente intagliati, pannelli dove sono rappresentate la storia sacra o la vita rurale quotidiana. Ricordiamo l’altare maggiore della chiesa Parrocchiale della Santissima Trinità di Ponte di Legno (XVII sec.), complesso monumentale con statue imponenti attribuito alla bottega d’intaglio di Domenico e Giovan Battista Ramus. L’esempio più significativo di arte e fede popolare si trova a Cerveno, ai piedi della Concarena, una delle più belle montagne della valle. Si tratta del Santuario della Via Crucis (opera, in gran parte, del Simoni nella seconda metà del 700), unica nel suo genere, costituita da 14 cappelle e 198 statue di legno e gesso a grandezza naturale. Anche la lavorazione del ferro è una tradizione che ha radici antichissime in Valcamonica, il cui territorio è caratterizzato dalla presenza di vene metallifere. Le prime testimonianze di fucine attive risalgono al 1300. A Bienno, da sempre il centro più importante per questo tipo di lavorazione, questa tradizione secolare è tenuta in vita in quattro fucine e nella fucina-museo, vero e proprio museo etnografico del ferro. Bienno merita una visita anche per il suo centro storico, annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia”. Il paese è inoltre al centro di un’ideale via del Romanino che, partendo dal lago d’Iseo, risale fino a Breno raccontando l’intensità pittorica del celebre artista bresciano. Da vedere la quattrocentesca chiesa di Santa Maria, con pregevoli affreschi della scuola del Romanino e di Giovanni Pietro da Cemmo. Di quest’ultimo sono anche gli affreschi nel Convento Santuario dell’Annunciata di Piancogno, nella chiesa di San Giovanni di Edolo, recentemente restaurati, e a Esine nella chiesa di Santa Maria Assunta, imperdibile per le splendide pitture dai colori vividi. La chiesetta quattrocentesca dell’Oratorio di Montecchio conserva splendidi affreschi, ma anche le altre frazioni di Darfo Boario Terme riservano bellezze inaspettate come il paese altomedievale di Erbanno e quello di Gorzone fatto di arenaria rossa. Culla dell’arte romanica è Capo di Ponte con la Pieve di San Siro e il monastero di San Salvatore. A Cividate Camuno, dove i Romani stabilirono la loro capitale, è possibile visitare le rovine del teatro e dell’anfiteatro romani. Nel museo archeologico nazionale sono conservate la bellissima statua di Minerva, e quella del Principe Eroe, di recente scoperta.
escursioni e sci
Le escursioni che si possono fare sui monti della Valcamonica sono innumerevoli: dalle semplici passeggiate nella natura incontaminata agli itinerari in quota da rifugio a rifugio; dalle arrampicate alle attraversate di sci alpinismo. Gli scenari, bellissimi, sono i due principali parchi naturali, tra i più importanti delle Alpi, dello Stelvio e dell’Adamello (guidealpineadamello.it), ma anche il Mortirolo, la Valle di Grom, la Val Grande, la Valle delle Messi, la Val Canè, la Val Malga. Diversi gli impianti sciistici e le piste di sci da fondo, le stazioni invernali più conosciute sono Ponte di Legno-Tonale, Borno e Montecampione
(www.consorzioalpiaz.it, www.adamelloski.com, www.funiviaborno.com).
il parco dell'Adamello
Il Parco dell’Adamello è una delle più vaste aree protette delle Alpi, con un patrimonio di fauna e flora notevole (sono stati reintrodotti stambecchi e orsi ma anche piante autoctone come le “pom”, mele a produzione controllata). La Valsaviore, nel cuore del Parco, è una delle zone più interessanti dal punto di vista naturalistico. Partendo dai paesi di Cevo e Saviore si raggiunge il rifugio Prudenzini, tappa classica prima di affrontare la salita al Pian di Neve sull’Adamello. Tra gli altri itinerari, imperdibile l’escursione in quota sul “Sentiero dei fiori” sul ghiacciaio Presena.
www.parcoadamello.it

terme
La vacanza termale ha fatto da capofila allo sviluppo turistico della Valcamonica. Le acque termali di Boario (www.termediboario.it) documentate sin dal 1496, rese famose dalla predilezione di Alessandro Manzoni, sono da sempre impiegate con successo soprattutto nella cura di patologie del fegato e dell’apparato digerente. Un vastissimo parco termale con percorsi vita e un moderno centro benessere completano l’offerta di questa località ricca di accoglienti strutture ricettive. Più specificatamente adatta alle famiglie è invece la località di Angolo Terme (www.termediangolo.it) dove le fonti termali, immerse nel verde, sono arricchite da numerosi servizi sportivi.
gastronomia
La Valcamonica offre interessanti proposte nel mondo del gusto, specialità dal sapore antico, strettamente legate a prodotti e attività della montagna: allevamento e pastorizia garantiscono la produzione di ottimi formaggi e salumi. Dal latte delle capre della razza autoctona Bionda dell’Adamello si ottiene il Fatulì, formaggio particolare e raro, dal sapore intenso che si può consumare come formaggio da tavola o da grattugia a seconda della stagionatura (dai 30 ai 180 giorni). La crosta esterna presenta i segni della grata su cui è posto durante l’affumicatura e la pasta interna si presenta dura e di colore giallo paglierino. Un’altra specialità è lo Stael de Cavra, formaggella di capra molle o semidura, con crosta sottile e pasta bianca dal sapore dolce e aromatico che diventa piccante se viene prolungata la stagionatura (da 30 a 60 giorni). Il Cadolet de Cavra è invece una robiolina molle a rapida maturazione (10-15 giorni) dal gusto delicato. Da latte di vacca - esclusivamente di razza Bruna Alpina - si ottiene invece il Silter, tipico della Bassa Valcamonica, prodotto secondo metodi di lavorazione che ricordano quelli del veneto Montasio. È un formaggio a pasta semicotta, stagionato per almeno 6 mesi (un anno o più se destinato alla grattugia) con crosta dura e gialla e pasta giallo paglierino dal sapore dolce e aromatico. Altri formaggi della tradizione casearia della Valle sono Mascarpì, Strachet (fatto con latte scremato con siero di fine lavorazione) e Formaggelle. Tra i salumi tipici ricordiamo la salsiccia di castrato, che si inserisce nel solco della tradizione locale di usare carni ovine: grossa salsiccia di carne magra mescolata a brodo d’ossa di ovino, aglio e spezie, da far bollire e gustare con patate o polenta; il Violino della Valcamonica, prosciutto ottenuto dalla coscia di pecora, capretto, agnello, camoscio o capriolo; gli Strinù, ovvero salamelle da consumare bollite o alla brace, fatte di carni miste di suino e bovino unite a vino, aglio, pepe e aromi vari. Risorsa essenziale dell’intera valle è poi sempre stata la castagna, coltivazione oggi in ripresa: si ricavano farina, biscotti, pasta, torte, biline (castagne lasciate seccare), pane di Schelt. Passando ai piatti, da assaggiare i tipici casoncelli, ovvero ravioli ripieni di carne o verdure. Tramandati di generazione in genarazione in ogni famiglia hanno nomi davvero curiosi: si segnalano i calsuncei di Monno dall’insolita forma a barchetta e i caicc di Breno, grossi ravioli dal ricco ripieno. La polenta di mais o di grano saraceno è il contorno per eccellenza di molti secondi piatti. Altro piatto, tipico della Val di Corteno, è il cuz, stracotto di pecora, che si può mangiare subito o metter via per l’inverno sotto sale in recipienti di terracotta. Tra i dolci, ottima la focaccia di Breno, conosciuta con il nome di Spongada, dolce che in origine chiudeva il pranzo pasquale: è fatta con pasta lievitata in due tempi mescolata a uova, latte, burro, zucchero e vaniglia, cotta in forno e ricoperta con granelli di zucchero. Diversi anche i tipi di pane, tradizionalmente fatto quasi sempre da farina di segale e frumento (insieme a lardo, burro e una crosta di formaggio si faceva la panada, zuppa quotidiana dei montanari). Apprezzate le grappe, i distillati e gli amari prodotti con erbe di alta montagna. Tradizionale il Genepì infuso di Arthaemisia glacialis, una pianticella pregiata che cresce fra le rocce dei ghiacciai. Curioso, ma non troppo, pensando alle acque limpide di montagna, trovare in Valcamonica un allevamento di pregiate specie ittiche.
la viticoltura
La viticoltura è da sempre presente in Valle. Nel tempo si sono riscontrati numerosi miglioramenti sotto l’aspetto agronomico e incrementi delle superfici coltivate. Mutazioni nelle condizioni climatiche, tra cui l’abbassamento della temperatura, hanno poi causato la cancellazione di molti vitigni, soprattutto nell’alta e media Valle (primi anni del 1700). Durante il IX° secolo malattie quali l’oidio, la peronospora e la fillossera, ridussero drasticamente le superfici coltivate a vite. Si ebbe poi una ripresa delle coltivazioni fino agli anni ’60 mentre negli anni ’70 inizia un lungo abbandono e una decrescita dei terreni coltivati che ai giorni nostri attesta il patrimonio vitato intorno ai 150 ettari. I viticoltori oggi sono circa 500, i vitigni maggiormente presenti in Valle sono Merlot e Marzemino, Muller Thurgau, Incrocio Manzoni e Riesling Renano. Ci sono poi vitigni autoctoni a rischio di estinzione: Valcamonec, Erbanno e Sebina.
Consorzio Tutela IGT Vallecamonica c/o Ente Vini Bresciani
Viale Bornata, 111 • Brescia • tel. 030364755 • www.entevinibresciani.it

consorzi e associazioni
CISSVA - Caseificio Sociale di Vallecamonica e Sebino
via Briscioli, 40 • Capo di Ponte • tel. 036442173
Raccolta e trasformazione in prodotti caseari del latte proveniente dall’agricoltura del bacino camuno-sebino. Prodotti tipici come Casolet, Formaggella Montana, Formaggella Fior di Monte, Adamello Dolce, Silter.
Consorzio della Castagna di Valle Camonica
via delle Scuole, 2 • Paspardo tel. 0364486010
Interventi di risanamento, conservazione e valorizzazione dei castagneti, raccolta e acquisto delle castagne, selezione, trasformazione e vendita, presso lo spaccio, di castagne e prodotti quali biscotti, farina e castagne secche.
Associazione HerbaneCamune
via San Martino, 28 • Darfo Boario Terme
anna.giorgi@unimi.it • michela.domeneghini@libero.it
Nata nell’ambito di un progetto sperimentale della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, si occupa della coltivazione, trasformazione, commercializzazione e definizione degli standard di riferimento delle piante officinali a certificazione biologica. L’associazione organizza visite guidate ai campi di produzione e incontri culturali.
i luoghi del gusto selezionati da papillon
DOVE ACQUISTARE...
Az. Agr. Le Frise
loc. Rive dei Balti, 12 Artogne • tel. 0364598298
Produzione di formaggi stagionati e non con latte proveniente da allevamento proprio (capre di razza camosciata e bionda dell’Adamello). Azienda agrituristica.
Pasticceria Formis
via Nazionale, 3 Berzo Demo • tel. 0364630274
Diversi tipi di pane, bianco o di segale, grissini e pasticceria dolce (pane con l’uva, focacce, biscotti alle castagne).
Az. Agroittica San Fiorino
loc. San Fiorino, via Milano 46 Borno • tel. 0364312123
Allevamento di specie ittiche pregiate (salmerino alpino, temolo, trota marmorata e iridea, gambero di fiume...),vendita pesce affumicato.
Pasticceria Marsegaglia
via Vittorio Veneto, 15/a • Borno • tel. 036441705
Il meglio della tradizione dolciaria camuna: salame di Borno, didalì de Schelt, saltaso, spongada.
Macelleria Pedersoli
via Garibaldi, 10 Breno • tel. 036422317
Salumi tipici della valle quali salsiccia di castrato, strinù, salame e soppressa.
Az. Agr. San Faustino
loc. San Faustino, 7 • Ceto tel. 3281932486
Produzione di Fatulì, Strachet e altri formaggi della tradizione camuna. È anche agriturismo.
Az. Agr. Maffeis
loc. Pozzuolo, 7 Ceto • tel. 0364634659
Fatulì da capre Bionde dell’Adamello di allevamento proprio.
Giovanni Forchini
via Cortiglione, 22 • Cividate Camuno • tel. 3388381293
Specialità camune da carni scelte: salsiccia di castrato, prosciutti, violino di pecora, bresaola di asina.
Coop. Rocche dei Vignali
via Trento, 29 • fraz. Angone - Darfo Boario Terme • tel. 0364530175
Vini camuni: Camunnorum (merlot, marzemino, cabernet passito), Baldami (marzemino, merlot)
Togni-Rebaioli
via Rossini, 19 fraz. Erbanno • Darfo Boario Terme - tel. 0364529706
Vini camuni: Valcamonica Rosso Lambrù, Valcamonica Merlot Rebaioli Cavalier Enrico.
Az Agr. Locandizza Lömaghera
loc. Rocandizza • fraz. Pellalepre - Darfo Boario Terme • tel. 0364532695
Produzione a ciclo biologico completo di lumache, piccoli frutti, piante officinali, ortaggi, pollame e frutta.
Liquorificio Alta Valle Camonica
via Marconi, 124 • Edolo cell. 3356632349 • tel. 0364778285
Prodotti tipici della Valle: grappe (alle castagne, al mirtillo, alle more, al lampone, al miele), liquori (amari, genepy, ginepro), sciroppi, caramelle, marmellate.
Forneria Salvetti
via Nazionale, 93 - Malonno • tel. 036465303
Fragrante pane di segale, panini, biscotti di castagne e spongada, dolce tipico della tradizione popolare della Valcamonica.
Az. Agr. Ermenegilda Bona
via Zazza, 1 • Malonno - tel. 0364635443
Latte e formaggette prodotte come una volta.
Az. Agr. Massimo Ghirardi
via Moscio, 9 • Malonno - tel. 036465559
Ottima farina di castagne e ricotte.
Apicoltura Faustini
via Sonvico Superiore, 1 • Pisogne - tel. 0364888781
Mieli “integrali” di varietà ricercate (tarassaco, girasole, rododendro) e golosità a base di miele.
Gastronomia Salvetti
corso Milano, 15 • Ponte di Legno - tel. 036491753
Bagoss, prosciutti di cervo, capriolo, camoscio e patè di selvaggina, ottime marmellate.
...E DOVE MANGIARE
Il Vivione
località Vivione, 6 - Berzo Demo • tel. 0364630563
Maltagliati di castagne mantecati al formaggio d’alpe, pupa de schelt, cuz.
La Cantina
via IV Novembre, 7 - Esine • tel. 0364466411
Casoncelli, tagliatelle di castagne, trota ai ferri, formaggi della valle.
Il Castagnolo
località Deria Paspardo - tel. 3383067383
Casoncelli, agnello al forno, dolci alle castagne.
Osteria Il Cucù
piazza Pellegrini, 12/b - Pisogne • tel. 0364880393
Buona cucina con formaggella di monte, capriolo e polenta.
Scaletta
corso Corriera, 17 • Pisogne - tel. 0364880393
Piatti di pesce: ravioli di pesce persico, risotto al coregone, sarde di lago al forno.
Il Mulino
SS del Gavia, 7/8 - Ponte di Legno • tel. 036491784
Gnocc de la cua, coniglio in umido, strinù.
San Marco
piazzale Europa, 18 - Ponte di Legno • tel. 036491036
Ravioli al bagoss, maltagliati, scandela.
Agriturismo Belotti
via Battisti, 11 • Villa Dalegno di Temù - tel. 335277159
Splendida vista, cucina casalinga: gnocc de la cua, salumi e formaggi tipici.
ospitalità
La ricettività alberghiera offerta in valle, data la presenza di siti di interesse e di molteplici attività, è vasta e diversificata in modo tale da rispondere a tutte le esigenze del turista: dallo sciatore alla famiglia, dall’appassionato di arte preistorica all’ospite dello stabilimento termale, tutti troveranno la soluzione adeguata a soddisfare i loro bisogni. Ecco allora strutture agrituristiche e campeggi per chi vuole vivere a diretto contatto con la natura, Bed & Breakfast per chi ama la tranquillità delle piccole strutture, case vacanze ma anche alberghi tradizionali e residence con tutti i comfort e che offrono diverse formule e proposte di soggiorno. Non mancano ovviamente i rifugi alpini per gli appassionati di escursioni in alta quota e sci alpinismo. La ricettività alberghiera si distingue per la qualità e la professionalità all’altezza delle richieste del cliente. Per avere informazioni sulla vasta offerta di ospitalità, potete rivolgervi agli uffici Iat: Darfo Boario Terme (Piazza Einaudi, 2 - tel. 0364531609) per la bassa Valle, Edolo (piazza Martiri Libertà, 2 - tel. 036471065) per la media Valle, Ponte di Legno (corso Milano, 41 - tel. 036491122) per l’Alta Valle. La promozione della Valcamonica curata dall’Assessorato al Turismo della Provincia di Brescia e dall’Agenzia Territoriale per la Vallecamonica di Darfo Boario Terme (piazza Einaudi, 2 - tel. 0364532767). Potete inoltre visitare il sito www.provincia.brescia.it dove è possibile effettuare ricerche della struttura adeguata alle proprie esigenze.
ALCUNI APPUNTAMENTI
• Domenica delle Palme
Sagra della spongada - Breno
Un’occasione per gustare e acquistare la tradizionale focaccia dolce tipica brenese.
• prima domenica di agosto
Sagra dei Casoncelli - Erbanno di Darfo Boario Terme
Tre giorni di festa dedicati ad uno dei piatti camuni per eccellenza.
• settembre/ottobre
Scior del Torcol, sagra del vino di Valle Camonica
Losine e Cerveno organizzano tre giorni di festa per degustare il vino camuno.
• da ottobre
Settimane della gastronomia camuna
I ristoranti della Valle che aderiscono all’iniziativa propongono vari menu con piatti tipici camuni.
• mesi invernali
Cucina con arte
Nei ristoranti della “Rosa Camuna” rassegna enogastronomica che abbina percorsi culinari e percorsi artistici.
Come raggiungere la Valcamonica:
in treno: FNME Brescia-Edolo (da cui si può proseguire in pullman)
in auto: SPBS 510 Brescia-Darfo Boario Terme, statale 42 del Tonale e della Mendola, statale 39 dell’Aprica.
Per saperne di più sulla Valcamonica:
Informazioni e notizie utili sul sito della Provincia di Brescia
www.provincia.brescia.it/turismo
telefonando al n. 0303749916 o contattando gli uffici Iat della Valle:
Darfo Boario Terme - iat.boario@tiscali.it • Edolo - iat.edolo@tiscali.it • Ponte di Legno - iat.pontedilegno@tiscali.it