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Golosaria è una rassegna
di cultura e gusto promossa
da Club di Papillon a
Milano, Torino
e itinerante ...continua

 

Presentati alla Bit di Milano, sono per ora 27 gli itinerari che Papillon ha studiato per ATM e che saranno testati sulle principali fiere ...continua

 

La nostra lente
d’ingrandimento
su territori da scoprire
e da gustare tutto l’anno
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La nostra passione è quella di andare nel profondo dei territori. Lo facciamo con le nostre guide, lo
facciamo con gli itinerari Fiat, e anche con i focus che da diversi anni escono sul periodico Papillon.
In questa sezione le nostre principali tappe.

     
   
     

FOCUS PAPILLON
Valli di Lanzo
Suggestive montagne e splendide vallate
a una manciata di chilometri da Torino

Qui le persone, discrete e ospitali, hanno la tenacia propria di chi ha imparato a vivere lontano dalle comodità dei grandi centri abitati e a far tesoro di quanto la montagna sa offrire. Arte, natura, bellezze artistiche e architettoniche, profumi e sapori di una tradizione che non vuole essere dimenticata rispecchiano un passato importante e simboleggiano uno sguardo verso quel futuro che ha voglia di riscatto. Le Valli di Lanzo sono tre valli delle Alpi Graie piemontesi solcate dal fiume Stura di Lanzo e che prendono il nome dalla città di Lanzo Torinese, posta ai loro piedi. Secondo alcuni Lanzo si chiamerebbe così per la sua forma allungata, simile a una lancia. Uno dei simboli della città è il Ponte del Diavolo, costruito nel 1378 per collegare il borgo con la riva destra della Stura, ma a Lanzo merita osservare, per capire la storia di questo territorio, anche la stazione ferroviaria costruita nel 1916. Lo stile elegante dell’edificio venne scelto appositamente dagli architetti dell’epoca poiché, dalla fine dell’Ottocento e sino agli inizi del Novecento, le Valli di Lanzo erano luogo di villeggiatura della nobiltà e della borghesia di Torino. Scelta non casuale se si considera che dalla fine del XIX secolo le Valli di Lanzo furono collegate con Torino dalla linea ferroviaria Torino-Ceres, la prima ferrovia d’Europa elettrificata con corrente continua ad alto voltaggio. Contornate da alcune delle vette più alte del Piemonte, tra cui Rocciamelone, Croce Rossa, Punta d’Arnas e Uia di Ciamarella, le Valli di Lanzo sono chiuse e prive di facili collegamenti con la vicina Francia e con le altre valli italiane. La più meridionale di queste è dunque la Valle di Viù che, spostandosi verso Nord, è affiancata dalla Val d’Ala e quindi dalla Val Grande di Lanzo.


La Val di Viù
Viù è il centro abitato che dà il nome alla valle ed è anche il primo Comune che si incontra percorrendo la strada che da Germagnano risale questo lato della montagna. Il benvenuto del tranquillo centro di villeggiatura estiva sarà dato da alcuni monoliti conosciuti come le “Porte di Viù” che anticipano di pochi chilometri l’ingresso del paese. Il Comune sorge su un’altura che domina la valle e ha come scenario il Rocciamelone, le alture dei Tornetti e il Col San Giovanni, sul quale fa da sfondo il Monte Civrari. Conosciuta da tempi remoti, come testimoniano alcune pietre lavorate di età neolitica riportate alla luce insieme a reperti di epoca romana, durante il Medioevo fu dominata dal vescovo di Torino e tra il 1300 e il 1500 fece parte dei territori soggetti ai Savoia. Lasciata Viù, dopo una decina di minuti di auto, si raggiunge Lemie le cui origini remote e incerte fanno risalire il toponimo al latino Lamiae, luogo delle streghe, delle fate o a Limina, luogo posto ai confini. Il centro è prevalentemente agricolo con una produzione di orzo, avena, frumento e segale ma anche di prodotti caseari grazie ai molti pascoli e agli allevamenti di bovini e ovini. Oltre alla Parrocchiale di San Michele Arcangelo, riedificata tra il 1689 e il 1701 sopra l’antica costruzione gotica merita vedere, nella frazione Forno, il cui nome deriva dall’attività fusoria esercitata sul luogo (nel XIV secolo si fondevano rame e ferro ricavati dalle vicine montagne), un antico ponte in pietra del 1477, con un’edicola al centro. Oltre la borgata di Chiandusseglio, ecco la Cappella degli Olmetti, dal singolare porticato, eretta nel 1721 sul sito di un pilone esistente. Ultimo Comune della valle è Usseglio, a 1.265 metri di altezza in un bellissimo pianoro che in inverno ospita una pista di fondo di 12 chilometri e un campo regolamentare da hockey. Il nome pare derivi dal celtico uxeilos, cioè “alto”, “sublime”, proprio in riferimento all’altitudine del sito in cui si trova il paese dalle origini antiche: già in epoca romana esistevano insediamenti nella zona come testimoniano due are votive, una dedicata a Ercole Marco Vibio Marcello e l’altra a Giove. Il personaggio più noto della storia locale è il Conte Luigi Cibrario, uomo politico e storico di grande levatura che nel 1848 divenne senatore del Regno di Sardegna. Cuore del paese e delle sue innumerevoli frazioni sono la vecchia Parrocchiale di Santa Maria Vergine Assunta, di origine romanica, riadattata nella prima metà del Seicento e la nuova Parrocchiale dell’Assunta, in stile neobarocco, realizzata all’inizio del Novecento. Ma numerose e ben conservate sono anche le cappelle sparse sul territorio comunale che rivivono ogni anno con una funzione in cui si distribuisce pane benedetto: a Piazzette la Cappella di San Vito e quella di San Desiderio, a Villaretto la Cappella di San Pietro e la Cappella di Santa Maria, a Crot quella di San Giuseppe e a Pian Benot quella di San Lorenzo. Proprio qui in inverno è possibile praticare sci da discesa, mentre salendo dopo la frazione Margone si potrà raggiungere il lago artificiale di Malciaussia. Anche quest’anno, per la tredicesima volta, Usseglio diventerà la capitale della pregiata Toma di Lanzo durante la Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio che si terrà dal 10 al 12 luglio con stand commerciali, percorsi di gusto e menu tipici valligiani proposti dai ristoranti del paese (www.sagradellatoma.it).

I mulini di Usseglio e il complesso monumentale
A Usseglio ogni frazione vantava la presenza di uno o due mulini. Oggi ne esistono alcuni tra cui due appena ristrutturati: quello di Villaretto e quello di Perinera. I mulini, le cui prime citazioni risalgono ai documenti catastali del 1682, venivano utilizzati per macinare la segale, l’unico cereale che poteva crescere a queste quote: seminato a settembre era raccolto durante il mese di agosto dell’anno dopo. Ma i mulini locali, la cui attività è testimoniata fino al 1957, erano usati anche per la macina del granoturco importato dalla pianura e rappresentavano un bene comune delle famiglie di ogni borgata che contribuiva alle relative spese di manutenzione. I mulini ussegliesi vantano la caratteristica di possedere, al contrario di altri, una ruota idraulica composta da tredici pale di legno posizionate non verticalmente ma orizzontalmente nell’acqua e di sfruttare la forza idrica proveniente da canali sopraelevati situati vicino al mulino. Per visitare i mulini occorre rivolgersi al Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti che si trova nell’antico complesso monumentale del paese (www.antropologiaalpina.it). Da sempre vero e proprio fulcro culturale per gli abitanti delle varie frazioni di Usseglio, comprende alcuni edifici suggestivi, tra cui l’antica parrocchia cimiteriale dell’Assunta, il portico detto «Ala» del 1768 e la cappella-oratorio della confraternita, già esistente nel 1547.
Il complesso, che si affaccia sulla piazzetta dedicata al senatore Luigi Cibrario (1802-1870), è impreziosito anche da un’ara romana del II secolo d.C. dedicata a Ercole, proveniente da Bellacomba (alto vallone di Arnàs) e incastonata nel paramento murario dell’antica parrocchiale.


La Val d’Ala e la Val Grande
Ceres è considerato il centro geografico della Val d’Ala e della Val Grande. Situato a un’altitudine di poco più di 700 metri, deriva il nome dall’abbondanza di ciliegi selvatici (Ceresatum) che vi crescevano un tempo o forse da Cerere, dea delle messi che in questo luogo doveva avere un tempio. La Chiesa Parrocchiale dedicata a Maria Vergine Assunta è una delle più belle delle Valli di Lanzo e venne costruita tra il 1733 e il 1754 grazie all’impegno delle confraternite e di tutte le famiglie ceresine che contribuirono con dodici giornate di lavoro ciascuna alla sua realizzazione. Suggestiva la Cappella della Peste a Pian Ceres che fu costruita, secondo la tradizione, affinché gli abitanti potessero seguire la celebrazione della Santa Messa anche nel tempo della peste, evitando il contagio. A Ceres dal 1980 ha sede il Museo delle Genti delle Valli di Lanzo dove sono conservate fotografie e oggetti relativi a scene di vita non più rintracciabili, che aiutano a ricostruire i connotati di questo piccolo territorio: tra questi la collezione di chiodi che originariamente venivano forgiati nelle Valli per essere esportati in tutta Italia. Risalendo la Val d’Ala si raggiunge il Comune che dà il nome alla valle: Ala di Stura, conosciuta anche come il paese delle meridiane per la loro presenza su molti edifici locali.
Ma su tutto il territorio molte strutture presentano anche affreschi e decorazioni sulle pareti esterne tra cui alcuni attribuiti a Oldrado Perini, monaco dell’Abbazia di Novalesa. Significative la Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Nicolao e Grato che fu edificata nei secoli XI - XII, ed è oggi tra le più antiche delle valli e la grotta della Cappella del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, nata per un voto fatto da una facoltosa villeggiante di Torino, al cui interno è collocata la statua in marmo della Madonna a grandezza naturale, opera dello scultore Leonardo Bistolfi.
La Val d’Ala termina a Balme, caratteristico centro di villeggiatura invernale ed estiva dopo il quale si trova l’anfiteatro del Pian della Mussa, altopiano lungo due chilometri, situato a circa 1.800 metri di quota, noto non solo per il punto panoramico sui due grandi massicci della Ciamarella e della Bessanese, ma anche per la produzione dell’acqua minerale.
A Balme, nel XIII secolo, si sviluppò l’industria metallurgica grazie alla concessione di tutti i diritti sulle miniere della Val d’Ala, che Guglielmo VII di Monferrato, allora Signore delle valli lanzesi, fece ai fratelli Barizero: sul posto giunsero anche famiglie di minatori dal Bergamasco e dalla Val Sesia. Con l’esaurirsi del lavoro minerario, la vita cominciò a essere più dura, e in molti emigrarono o si dedicarono al contrabbando.
Generazioni dopo, con la diffusione dell’alpinismo, la figura del contrabbandiere si trasformò in quella di esperta guida alpina e Balme divenne la culla dell’alpinismo torinese dando i natali a una delle migliori guide alpine italiane: Antonio Castagneri detto Toni di Tuni. Da visitare, a tal proposito, l’Ecomuseo delle Guide Alpine di Balme (www.ecomuseobalme.it).

La Val Grande La Val Grande di Lanzo, la più settentrionale delle tre, prende il nome dall’ampio fondovalle che si contrappone alla sua modesta lunghezza: appena 17 chilometri. Nella valle, che termina nella frazione di Forno Alpi Graie, hanno sede tre comuni: Cantoira, Chialamberto e Groscavallo. Cantoira è il primo che si incontra risalendo la valle. Anticamente si chiamava Canturia, forse per la Centuria Romana che probabilmente ebbe sede in questa località, o forse il nome potrebbe derivare da cantoria, perché in paese vi sarebbe stato un convento di monaci. La Chiesa Parrocchiale di San Pietro e Paolo è il più antico monumento del posto e conserva una parete di origine romanica e una risalente agli inizi del XVIII secolo. Caratteristica dell’edificio è la volta con la travatura in legno: unica nella valle è completamente decorata con pitture raffiguranti la Madonna e gli Evangelisti al centro di un cielo stellato. Il Castello di Case Goffo è invece una piccola palazzina che risale al XVI secolo e che, con ogni probabilità, appartenne a un figlio naturale di Casa Savoia, Ippolito Berta, mentre il Santuario di Santa Cristina, molto amato dai cantoiresi è la meta ideale per passeggiate turistiche e offre una delle vedute più panoramiche delle Valli di Lanzo. Tra i luoghi da vedere ci sono anche: il Museo della Brunetta, antica miniera di talco aperta a visite guidate, situata in una conca a circa un’ora di cammino dalla frazione Vrù di Cantoira dove si possono visionare macchinari, attrezzature e il trenino per il trasporto del minerale attualmente utilizzato per accompagnare i visitatori all’interno della miniera; il Presepe Meccanico di Vrù, scolpito nel legno da Francesco Berta, che riproduce la quotidianità di un tempo nei paesi di montagna. Lasciata Cantoira, la strada prosegue verso Chialamberto caratterizzato dall’imponente mole della Levanna Orientale, la cima più elevata della Val Grande (3.500 metri). Di particolare pregio è la Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo sorta nel secolo XVII accanto al campanile romanico risalente al XI secolo, unico resto del primitivo complesso sacro che faceva parte del circuito di abbazie del Ciriacese e delle Valli di Lanzo dipendenti dai monaci benedettini di San Mauro di Pulcherada. Meritano una visita anche il Santuario della Madonna della Neve e il Santuario della Madonna del Carmine o del Ciavanis situato a un’altitudine di 1.874 metri di altezza. L’arrivo a Groscavallo costituisce l’ultima tappa dell’itinerario in Val Grande. Terra di miniere e di esperti minatori, la cui fama si diffuse non solo nelle Valli di Lanzo, ma anche in tutto il Ducato di Savoia, dopo il XVII secolo divenne luogo dedito all’agricoltura e alla pastorizia. Una sosta è consigliata al Santuario di Nostra Signora di Loreto, nella frazione Forno Alpi Graie, che sorge all’imbocco del Vallone di Sea. All’ingresso si arriva dopo aver percorso i 444 gradini della scalinata che un tempo i pellegrini salivano in ginocchio. Il santuario nasce dalla devozione di Pietro Garino, nativo di Forno Alpi Graie, nei confronti della Madonna del Rocciamelone che gli apparve nel 1630 proprio nel luogo dove oggi sorge il santuario. L’attuale edificio, che risale al 1757 - 1770, venne progettato dagli ingegneri luganesi Francesco Brilli e Giovanni Battista Gagliardi e fu completato nel 1869 da Luigi Baretta che ne realizzò la facciata. All’interno sono custoditi circa trecento ex voto, (il più antico è datato 1751) e una statua lignea della Madonna, opera dello scultore Raimondo Santifaller di Ortisei, conosciuta come “Madonna Nera” per la fattura in legno d’ebano. Altro luogo simbolo del prestigio della valle è Villa Pastrone (Ricchiardi), elegante villa in stile liberty appartenuta a Giovanni Pastrone il regista di “Cabiria” (1914). Oggi la villa di proprietà privata non è visitabile, ma la suggestione dell’edificio è alimentata dal fatto che alcune scene del film, scritto in parte da Gabriele D’Annunzio, pare furono girate proprio in queste stanze. La Val Grande è anche il luogo ideale per gli appassionati di parapendio che qui possono trovare diversi luoghi con questa vocazione come si evince dal sito www.baratongaflyers.it

Il Paniere della Provincia di Torino nelle Valli di Lanzo
Il Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino è un marchio creato dalla Provincia per accogliere tutti i prodotti agroalimentari e agricoli del territorio provinciale realizzati in maniera artigianale da produttori locali, con materie prime del posto. Altra condizione è che appartengano alla tradizione storica della zona di produzione e costituiscano una potenzialità per lo sviluppo locale. L’identificazione delle caratteristiche organolettiche, tecnologiche e storiche, fa capo a disciplinari di produzione, stilati dalle Associazioni dei produttori o dai Consorzi promossi dalla Provincia di Torino, dalle Comunità Montane e dai Comuni del territorio provinciale. Il Paniere dei Prodotti Tipici, oggi uno dei più efficaci esempi a livello europeo di iniziative complessive in favore dei prodotti locali e dei loro territori d’origine, è un vero e proprio “logo-ombrello” che garantisce i prodotti agroalimentari tipici freschi e trasformati del territorio. Tra questi ci sono quattro produzioni caratteristiche delle Valli di Lanzo: il Salame di Turgia, il Torcetto di Lanzo e del Canavese, la Toma del Lait Brusc e la Toma di Lanzo.

Salame di Turgia
Alla secolare tradizione alimentare contadina delle Valli di Lanzo e del loro territorio pedemontano appartiene da sempre un particolare insaccato di umili origini. È il popolare salame di Turgia, ottenuto con le carni di vacche non più produttive, e quindi destinate alla macellazione. Alla carne vi è l’aggiunta di lardo suino, sale, pepe, noce moscata e altre spezie, aglio e talvolta vino rosso locale. Oggi questo saporito alimento “povero”, continua ad essere prodotto secondo l’antica ricetta tramandata da generazioni, ed è diventato una ricercata ghiottoneria da gustare cruda o cotta, fresca o stagionata, come prelibato antipasto.

I produttori della zona
• Baima Enrico
via Ciriè, 91 - San Carlo C.se (TO)
tel. 0119214423
• Macelleria Banna di Bertellino Vincenzo & C.
S. Francesco al Campo (TO)
via Torino, 38 - tel. 0119278324
• Benedetto Adelaide
piazza S. Rocco, 2
Monasterolo di Cafasse (TO)
tel. 0123417071
• L’Angolo Delle Delizie
di Bergamino Ornella
via Villa, 2 - Traves (TO)
tel. 012340204
• Castagno Giancarlo
via San Massimo, 1
Villanova C.se (TO) - tel. 0119295195
• Mosca Elio
via Torino, 68 - Caselle (TO)
tel. 0119913339
• Nepote & Tempo (salumificio)
via Stura, 63 - Ciriè (TO)
tel. 0119209371
• Nepote Fus Graziella
via Scarvieri, 8 - Ceres (TO)
tel. 012353343
• Oneglio Domenico
via Cavour, 62 - Corio (TO)
tel. 0119282161
• Panero Giacomo
via XXIV Maggio, 37 - Nole (TO)
tel. 0119297150
• Savant Ros Michelino
via Santa Lucia, 38 - Lanzo (TO)
tel. 012328720
• Tetti Bruno
fraz. Martassina, 53 - Ala di Stura (TO)
tel. 012355410
• Vallino Marco (salumificio)
via S. Giovanni, 6 - Nole (TO)
tel. 0119296733

Per informazioni:
Associazione Produttori del Salame di Turgia
Presidente: Andrea Fontana
via Bianco di Barbania, 30
Caselle T.se (TO) - tel. 0119913666
fontana@salamediturgia.itwww.salamediturgia.it


Torcetto di Lanzo e del Canavese
Nati probabilmente a Lanzo - dove erano stati “inventati” anche i grissini - ma presto diffusi in tutto il territorio delle Valli di Lanzo e del Canavese, i Torcetti hanno l’aspetto di irresistibili “grissini dolci”, dalla superficie quasi caramellata, ripiegati a goccia. I Torcetti, o “Torchietti”, com’erano detti un tempo, in origine erano più grandi di oggi. Ottenuti dall’impasto del pane e passati nello zucchero o nel miele, venivano cotti sull’imboccatura dei forni comuni dei paesi, in attesa di infornare il pane. E rappresentavano una rara golosità destinata ai bambini.

I produttori della zona
• Al Mülin ’Barot di Barra Giovanni
regione Plassa, 7 - Coassolo T.se (TO)
tel. 012345587
via Matteotti, 16 - Lanzo T.se (TO)
• Al Turcet di Airola A. & C.
via Cibrario, 25 - Lanzo T.se (TO)
tel. 012329416
• La Mica di Reteuna G.
via Lanzo, 15 bis - Usseglio (TO)
tel. 012383853
• Paire Mauro
via Lanzo, 34 - Ceres (TO)
tel. 0123435848
• Panificio Pasticceria Slanzi Maurizio
via Ivrea, 45 - Rivarolo (TO)
tel. 012429251

Per informazioni:
Associazione Produttori del Torcetto di Lanzo e del Canavese
c/o Comune di Lanzo - Ufficio Commercio
via San Giovanni Bosco, 33
Lanzo T.se (TO) - tel. 0123300409
ufficio.commercio@comunelanzotorinese.191.it

Toma del Lait Brusc
È una straordinaria toma, prodotta nel periodo estivo nei pascoli delle Valli di Susa, Sangone e Lanzo attraverso un processo di acidificazione del latte. La precipitazione della cagliata avviene cioè per acidificazione e non per aggiunta di caglio. Se ne ottiene una toma dal sapore particolarmente fresco e dalla pasta friabile, con accenti di erborinatura. Si gusta ad almeno due mesi dalla preparazione. Tradizionalmente prodotta in alpeggio con il latte della mungitura serale, spesso era destinata al consumo personale dei margari e rappresentava un buon modo di utilizzare il latte di fine stagione, quando le mandrie in alpeggio si riducevano di numero. La cucina tradizionale riserva a questo formaggio un posto di rilievo accostandolo a profumate erbe di montagna, saporiti salumi e vini rossi corposi.

I produttori della zona
• Caseificio Valli di Lanzo
via Artigiani, 96 - Balangero (TO)
tel. 0123346011
www.caseificiovallidilanzo.it
• Osella Bon Elsa
cascina Bussetto, 1 - Corio (TO)
tel. 0119282923
• La Camelaide
di Marengo Ugo
regione Fua, 81 - Lanzo Torinese (TO)
tel. 012328220

Per informazioni:
Presidente Associazione Produttori “Toma del Lait Brusc”
Chabert Scilla
via San Francesco, 176 - Giaveno (TO)
tel. 0119377182


Toma di Lanzo
Già intorno alla metà del Quattrocento Pantaleone da Confienza descriveva il sapore piccante della toma stagionata delle Valli di Lanzo. Da allora le cronache e i memoriali non hanno mai mancato di ricordare le tome, i caprini, il burro prodotti localmente e divenuti specialità casearie fondamentali per l’economia del territorio. In particolare la toma - formaggio stagionato (20/30/90 giorni) di latte vaccino - è giustamente apprezzata e conosciuta per la sua bontà e si è guadagnata la denominazione “di Lanzo”, che consente d’identificarla prontamente e distinguerla da altre produzioni. Oggi la gustosa Toma di Lanzo continua a essere prodotta in piccoli caseifici aziendali di valle e di alpeggio rispettando la tradizione. Promossa dalla Comunità Montana Valli di Lanzo si è costituita un’Associazione di tutela del prodotto e istituito un disciplinare di produzione.

I produttori della zona
• I produttori Società Cooperativa Agricola Produttori Toma di Lanzo “Valli di Lanzo”
regione Fua, 81 - Lanzo T.se (TO)
tel. 012328220 - Cell. 3356228053
• Agriturismo La Camelaide
di Marengo Ugo
reg. Fua, 81 - Lanzo T.se (TO)
tel. 012328220 - Cell. 3356228053
• Benedetto Giuliano
Cascina Genesia, 10 - Robassomero (TO)
tel. 0123696280
• Caseificio Valli di Lanzo
via Artigiani, 26 - Balangero (TO)
tel. 0123346011
www.caseificiovallidilanzo.it
• Osella Bon Elsa
Cascina Bussetto, 1 - Corio (TO)
tel. 0119282923

Altri produttori
• Cabodi Giancarlo
via Barello, 36 - Cafasse (TO)
tel. 0123417386
• Dardino Marino
frazione Tornetti, 65 - Viù (TO)
tel. 0123696273
• Genotti Aldo
via Case Trucco, 29 - Chialamberto (TO)
tel. 0123506207
• Losero Teresa Virginia
frazione Piani - Cantoria (TO)
tel. 0123585512
• Vottero Reis Renato
via Stazione, 8 - Mezzenile (TO)
tel. 0123581553 - 01253339

Per informazioni:
Marengo Ugo
reg. Fua, 81 - Lanzo T.se (TO)
tel. 012328220


i luoghi del gusto selezionati da Papillon

DOVE ACQUISTARE... E DOVE MANGIARE

• Macelleria Bruno Tetti
fraz. Martassina, 53 - Ala di Stura
tel. 012355410
Il Magrissimo, salame di Turgia senza pancetta, ma con nocciole nell’impasto; formaggi dal latte delle capre del suo allevamento e yogurt di latte caprino. Da Tetti meritano l’assaggio anche le carni di fassone di razza bovina piemontese e i salumi di capra e pecora, la mocetta di manzo, il lardo alle erbe.

• Azienda Agricola Beppe Crin
loc. Goletta - Ceres
cell. 3383082715
Formaggi tra cui la Fioretta di capra, il Blu di capra, il gorgonzola misto capra, la toma di capra e le tome di vacca.

• Naturalmente
reg. Molino, 4 - Ceres
tel. 0123521100
Da agricoltura e allevamento naturali: salmerini e trote, conigli, polli e miele, mentre in azienda coltivano mirtilli, lamponi e mele da cui si ottengono superbe marmellate.

Azienda Agricola I Castagni
fraz. Mottera, 11 - Chialamberto
tel. 0123506254
Ricotta di capra, tomini freschi, tomini della Val di Lanzo, tomette stagionate e Blu di Capra da capre di razza Saanen e Camosciata. Tra gli ottimi prodotti merita l’assaggio anche il Cevrin della Val di Lanzo, prodotto di punta dell’attività.

• Nuovo Carretto
via Biaune, 4 - Ciriè
tel. 0119203206
Cucina piemontese tradizionale, ben eseguita, fatta di materie prime selezionate, di giuste cotture, di pani e paste fresche fatte in casa.
Locale caldo e accogliente; vini pregiati consigliati dal patron, grande appassionato di vini e bollicine.

• Panetteria Alice Giovanna
via Regina Margherita, 3 - Corio Canavese
tel. 0119282560
Pasticceria montana dove trovare: gallette al latte, frollini con farina di mais e burro di montagna, paste di meliga e i Pampavia, biscotti con cioccolato e granella di zucchero.

La Torre del Gusto
via San Giovanni Bosco, 2 - Lanzo Torinese
cell. 3493977376
Boutique del gusto con selezione di birre piemontesi, formaggi tipici piemontesi come la Toma di Lanzo, il Castelmagno o il Murazzano e poi frutta e verdura con varietà autoctone di mele e pere, pesche, ortaggi tipici della zona fino ai frutti esotici.

Macelleria Turinetti
via Roma, 77/a - Pessinetto
tel. e fax 0123504147
Il raro salame di Turgia è la punta di diamante della produzione di Turinetti che conta anche mocette di manzo, di capra, di anatra, lardo aromatizzato e pancetta cotta. Carne all’albese profumata come il magatello conservato sotto sale con erbe di montagna.

Rocciamelone
via Roma, 37 - Usseglio
tel. 012383743 - fax 012383789
Albergo ristorante in stile tardo liberty, con menu recitato a voce. Cucina piemontese come si faceva una volta e conto onesto.

• Panetteria Aires
via Roma, 25 - Viù
tel. 0123696181
Panificio artigianale rinomato per le radiose paste di meliga, le migliori della valle; le crostate di frutta al mirtillo, ai lamponi, all’albicocca, alla prugna, alla ciliegia, alle arance e alla marronata, in autunno, oltre alla ghiotta al cioccolato fondente. Imperdibili anche gli ottimi savoiardi, freschi tutti i venerdì.

   

L' EVENTO

28-29/8 • Con Papillon a Cortemilia per "Profumi di nocciola"

NEWS

10/8 • On line il decimo itinerario del 2010 di "Se dici gusto, dici Sedici": scopriamo Napoli e la sua costa



22/8 • "Storie di cibo e di bellezza": al XXXI Meeting di Rimini incontro con Paolo Massobrio, Marco Gatti, Camillo Langone e Mario Dupuis (sala Tiglio - A6)

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